Dighe di materiali sciolti e di calcestruzzo

Referente: Prof. Carlo Callari

Gruppo di lavoro

  • Prof. Carlo Callari (Università degli Studi del Molise);
  • Prof. Francesco Froiio (Ecole Centrale Lyon).

Descrizione

  • Dighe di calcestruzzo e dighe di materiali sciolti con manto di tenuta: modellazione computazionale avanzata; interpretazione numerica del comportamento a breve e lungo termine in presenza di interazioni con terreno/roccia di fondazione e di accoppiamento con il moto di filtrazione;
  • Con riferimento alle dighe, Carlo Callari ha partecipato a tre convenzioni fra il Registro Italiano Dighe e l’Università di Roma “Tor Vergata” (1999-2001) riguardanti le dighe di materiali sciolti (con manto bituminoso e con nucleo) e a tre progetti di ricerca nazionali sulle dighe di calcestruzzo (PRIN 2002; PRIN 2004, responsabile U.R. Roma “Tor Vergata”; PRIN 2007, responsabile U.R. Molise).
  • Fra i temi affrontati in questi progetti vi sono l’interazione fra diga di calcestruzzo e ammasso roccioso di fondazione in presenza di accoppiamento con il moto di filtrazione e l’analisi numerica dell’interazione sismica fra diga di calcestruzzo, fondazione e serbatoio (metodi deterministici e probabilistici per la valutazione del rischio sismico;
  • Ha inoltre lavorato alla valutazione della risposta a breve e lungo termine di alcune grandi dighe italiane (Diga di Monte Cotugno, Diga composita calcestruzzo-terra sul torrente Ingagna, Diga Castello, Diga di Montedoglio, Diga di Piana degli Albanesi), finalizzate alla valutazione delle condizioni di sicurezza mediante interpretazione dei dati dei dati di monitoraggio.

Impatto

Il significativo impatto della ricerca è motivato nelle seguenti osservazioni:

  • la necessità di una rivalutazione del life-cycle delle numerose grandi dighe italiane;
  • la disponibilità di dati di caratterizzazione e di monitoraggio riguardanti lunghi periodi di esercizio, che possono essere interpretati con formulazioni numeriche avanzate;
  • la ricerca è coerente con gli obiettivi di ricerca dell’Unione Europea (Horizon 2020), poiché le dighe sono spesso utilizzate per la produzione di energia idroelettrica (energia a emissioni nulle) e il livello di rischio per le dighe e gli argini si è innalzato per l’effetto dei cambiamenti climatici sui fenomeni di erosione interna (periodi frequenti di siccità che portano alla fessurazione del corpo diga e degli argini). È dunque evidente la coerenza con gli obiettivi specifici “Secure, clean and efficient energy”, “Climate action” e “Societal Challenges” previsti in Horizon 2020.